p 8 .

Paragrafo 3 . Lo stato assoluto in Austria, Prussia e Russia.
     
Lo   stato   assoluto  e  la  cultura  francesi,  promossi  da   Luigi
quattordicesimo,  divennero  modelli  da  imitare  per  molti  sovrani
europei,  che  si  sforzarono,  in  modi  e  circostanze  diversi,  di
ripeterne l'esperienza. I tentativi pi riusciti di imporre uno  stato
forte  e  centralizzato si registrarono, grazie all'azione di monarchi
capaci  e  motivati,  in  Europa centro-orientale:  nei  domini  degli
Asburgo,  nell'elettorato di Prussia-Brandeburgo e  nella  Russia  dei
Romanov.
     Nella  seconda  met  del secolo diciassettesimo  Leopoldo  primo
d'Asburgo (1640-1705), detentore di un titolo imperiale ormai svuotato
di  significato,  il cui dominio comprendeva l'Austria,  il  regno  di
Boemia  e  il  regno  d'Ungheria,  si  impegn  a  mantenere  i   suoi
disomogenei territori uniti, fedeli e devoti alla sua corona, favorito
in  ci dall'uniformit religiosa imposta dalla Controriforma. Ma  non
sempre  egli riusc ad evitare sollevazioni autonomistiche, che ebbero
luogo  soprattutto  in  Ungheria. La  mancanza  di  una  vasta  classe
borghese  lo  costrinse  inoltre  ad  appoggiarsi  alla  nobilt,  che
mantenne,  contrariamente  a quella francese,  un  ruolo  politico  di
rilievo.  Nel  corso  del suo lungo regno, Leopoldo  fu  costantemente
impegnato  a contenere la pressione esercitata dall'impero  turco,  il
cui  esercito arriv nel 1683 ad assediare la stessa Vienna;  soltanto
il  soccorso  militare portato dal re polacco Giovanni terzo  Sobieski
(1674-1696) salv la residenza asburgica dalla caduta.
     Con  il  primogenito di Leopoldo, Giuseppe primo (1705-1711),  ed
il   suo   secondogenito,   Carlo  sesto  (1711-1740),   gli   Asburgo
affrontarono   con  successo  conflitti  europei  di  ampia   portata,
allargando  il  proprio  dominio  ad alcuni  territori  italiani,  gi
spagnoli, come il Milanese ed il Napoletano, e ad ex possessi  turchi,
come  la Serbia e parte della Bosnia, strappati ad un impero turco  in
crescente  difficolt. Vienna diventava intanto, nel primo Settecento,
una  popolosa ed importante capitale europea, abbellita da  palazzi  e
monumenti.   La  dinastia  asburgica  e  il  suo  centro   nevralgico,
l'arciducato d'Austria, si avviavano cos verso l'apogeo politico  del
secolo successivo.
     Dall'eterogeneo  agglomerato di regni e principati,  in  cui  era
stato  suddiviso l'impero dopo la pace di Vestfalia (1648),  emerse  a
poco a poco, grazie
     
     p 9 .
     
     alla dinastia degli Hohenzollern, uno stato che si distendeva  in
modo  discontinuo dalle rive del Baltico fino al cuore della Germania:
l'elettorato  di  Prussia-Brandeburgo. Esso  era  formato  dall'antica
marca  di  Brandeburgo, dal ducato di Prussia,  un  antico  feudo  dei
cavalieri  teutonici che era vassallo del re di Polonia,  e  da  altri
territori sparsi, acquisiti alla fine della guerra dei Trent'anni.  La
sua capitale, Berlino, da poco pi di un villaggio di seimila abitanti
sarebbe  diventata,  gi  nei successivi cento  anni,  una  delle  pi
importanti capitali europee.
     L'ascesa  della  Prussia-Brandeburgo, un territorio  discontinuo,
prevalentemente  agricolo, e di scarse risorse economiche,  fu  dovuta
soprattutto alla ferrea volont ed alle capacit politiche e  militari
dei  suoi  sovrani; questi si successero per duecento anni, alternando
monotonamente  i nomi di Federico e Guglielmo, fino alla  costituzione
di un Reich tedesco nel 1871.
     Il  primo avvio alla formazione della potenza prussiana  fu  dato
da  Federico  Guglielmo,  detto il Grande  Elettore  (1640-1688),  che
intervenne decisamente in tutti i settori del suo piccolo stato.  Egli
ne favor lo sviluppo economico, sia dando asilo a profughi per motivi
religiosi, come i calvinisti francesi che contribuirono allo  sviluppo
delle attivit manifatturiere, sia avviando una politica di espansione
coloniale  in  Africa. Ma soprattutto egli si dedic al consolidamento
del  potere  monarchico; a tal fine pieg al servizio dello  stato  la
nobilt  terriera  prussiana  degli  junker  (da  jung  Herr,  giovane
signore),  collocandola  ai  vertici  degli  apparati  burocratico   e
militare. Sottoposto ad una ferrea disciplina, l'esercito si trasform
in  breve  tempo in un potente corpo militare, capace di  competere  e
battere truppe agguerrite, come quelle svedesi e polacche.
     Se  il figlio Federico (1688-1713) pot fregiarsi, con il nome di
Federico  primo, del titolo di re di Prussia, ottenuto nel 1701  quale
compenso  dell'appoggio  dato  all'imperatore  durante  la  guerra  di
successione  spagnola, il nipote Federico Guglielmo primo (1713-1740),
detto  il Re Sergente, complet l'opera di costruzione di un forte  ed
autonomo  stato prussiano. Venne realizzato un apparato  istituzionale
unitario ed accentrato, affiancato da un corpo di funzionari preparati
ed  efficienti.  L'esercito venne potenziato  attraverso  l'estensione
della coscrizione obbligatoria, l'imposizione di una ferrea disciplina
e  di  un'accurata  preparazione militare: esso divent  cos  il  pi
numeroso  del  continente in rapporto alla popolazione,  uno  dei  pi
forti  e,  senza alcun dubbio, il meglio organizzato. Per reperire  le
risorse finanziarie necessarie per il mantenimento della burocrazia  e
dell'esercito,  vennero ridotte le spese di corte,  si  increment  la
redditivit  delle terre di propriet dello stato e si riorganizz  il
sistema fiscale. La Prussia entrava cos di prepotenza, tra la seconda
met  del  Seicento e la prima met del Settecento, nel  novero  delle
potenze europee e degli stati assoluti.
     Lo  stesso destino di potenza europea emergente arrise  al  regno
russo  di  Pietro il Grande (1682-1725). Tale sovrano  della  dinastia
Romanov, dopo lunghi decenni caratterizzati da una debole gestione del
potere  da  parte dei suoi avi, s'impadron del trono con la  forza  e
impresse  alla  Russia una energica, ma ambigua, spinta modernizzante,
sull'esempio dell'Occidente.
     Aperto  alle  influenze  culturali  dell'Europa  occidentale,  il
nuovo  zar  visit ripetutamente molte nazioni europee, per  studiarne
l'evoluzione  politica e le strutture economiche, chiamando  poi  alla
sua corte numerosi stranieri in veste di esperti e di consiglieri.
     
     p 10 .
     
     Pietro  primo  cur  in  primo luogo il  potenziamento  militare:
venne ammodernato l'armamento, fu estesa la coscrizione obbligatoria e
realizzata  una marina da guerra sul modello di quella britannica.  Lo
zar  si  preoccup  quindi  di  rafforzare  l'organizzazione  statale,
istituendo consigli ristretti, sottoposti al suo diretto controllo,  e
riducendo il potere dei "boiari", ossia della nobilt tradizionale. Al
fine  di  promuovere  lo  sviluppo economico, incoraggi  l'iniziativa
privata.  Cerc infine di esercitare la propria influenza anche  sulla
Chiesa.
     Con  questi presupposti, lo zar partecip con successo alle lotte
gi  innescatesi  fra  Svezia e Polonia  per  la  supremazia  sul  mar
Baltico,  e  costru proprio sulle rive di quel mare,  nel  1703,  una
nuova  capitale, San Pietroburgo. Contemporaneamente  lo  stato  russo
continuava  l'avanzata in Siberia, verso la Cina, e venne a scontrarsi
a sud con l'impero ottomano.
     La  modernizzazione a cui il regno venne sottoposto  fu  tuttavia
imperfetta  e  non  tocc  tutte  le classi  sociali,  ma  rafforz  i
privilegi  di una ristretta classe di ricchi, sia nobili che borghesi.
La   servit   della   gleba  fu  mantenuta  ed  anzi   venne   estesa
dall'agricoltura alla manifattura, la cui mano d'opera  poteva  essere
comprata  e venduta da un padrone all'altro, come quella della  terra.
Inoltre  la  progressiva influenza a corte di culture e di personalit
straniere,    che    venivano   riformando   ed   estirpando    troppo
frettolosamente  tradizioni  millenarie,  suscit  dissidi   e   lotte
intestine,  che  portarono  di nuovo a  sommosse  e  colpi  di  stato.
Soltanto nella seconda met del secolo diciottesimo, con l'avvento sul
trono  di  Caterina  secondo,  la Russia avrebbe  ripreso  il  cammino
interrottosi con la morte di Pietro il Grande.
